
Meno brillante quindi nonostante i numeri dei gol fatti che però arrivano quasi esclusivamente dagli attaccanti (29 su 33) diversamente da quanto accadeva con Garcia quando a segnare erano anche difensori e centrocampisti. Ciò che non è cambiato rispetto alla Roma di Rudi (esattamente un anno fa iniziava il tracollo nella sconfitta contro l’Atalanta) è quel continuo senso di precarietà e poco equilibrio mentale nelle partite che oggi coinvolge pure il centrocampo indebolito dalla partenza di Pjanic, dalle condizioni non al top di Strootman e Nainggolan e dall’assenza di ricambi. Altro problema rimasto invariato è quello delle fasce difensive che oggi, in attesa del ritorno di Florenzi e Mario Rui, appartengono a Peres e Palmieri. Domenica dovranno vedersela con Felipe Anderson e Keita. Un flop quello brasiliano che coinvolge pure Gerson e Jesus e che alla Roma sta costando 46 milioni ovvero quanto Sabatini ha speso per il quartetto. Proprio Gerson domenica sera è stato bocciato da Spalletti: «Non abbiamo tempo per sperimentare». Tradotto: deve andare in prestito a farsi le ossa. L’aspetto positivo, in vista del terribile calendario di dicembre, arriva dall’impatto coi big match: nelle 33 gare con Spalletti, infatti, i giallorossi hanno vinto contro Inter, Milan, Lazio e Napoli (2 volte).










