
PARAGONE – La Roma è in serie positiva da 12 partite di campionato all’Olimpico, compreso il derby giocato per calendario in trasferta: per la precisione dal 20 aprile, trentesimo anniversario dell’amarissimo Roma-Lecce, quando superò il Torino (3-2) grazie alla pazzesca rimonta griffata Totti. Da allora la squadra ha battuto nell’ordine Napoli, Chievo, Udinese, Sampdoria, Crotone, Inter, Palermo, Bologna, Pescara, Lazio e Milan, raggiungendo… Spalletti che nel 2007/08 arrivò a 12 festicciole consecutive in casa, perdendo poi lo scudetto all’ultima giornata. Replicando la vittoria contro il Chievo toccherebbe appunto quota 13, dove solo i celebrati ragazzi di Testaccio, con Rodolfo Volk nel ruolo di Dzeko e Attilio Ferraris antesignano di De Rossi, sono riusciti a spingersi.
PRECEDENTE – Quella squadra, raccontata anche dalla canzone che suona tutte le volte prima delle partite della Roma all’Olimpico, era allenata dall’inglese Herbert Burgess. Burgess, ex terzino di Manchester United e Manchester City, sostituì in una specie di fluido magico Guido Baccani quasi in concomitanza con il trasloco dallo stadio della Rondinella, più o meno situato dove oggi c’è l’auditorium del Flaminio, al Campo Testaccio. Tra il 16 marzo e il 16 novembre 1930, partendo dalla Triestina e finendo con il Casale, la sua Roma infilò un filotto superbo con l’incredibile cifra di 48 gol segnati e soltanto 5 subiti. La serie venne poi interrotta da un derby con la Lazio, pareggiato 1-1, ma fu determinante per il piazzamento finale: secondo posto, che adesso varrebbe la qualificazione automatica al tabellone di Champions League.
FIBRILLAZIONE – Ma non è questo l’unico primato societario che stasera, come regalo di Natale alla gente, Spalletti potrebbe ritoccare: mai la Roma nella sua storia ha vinto le prime 9 partite di campionato in casa, almeno nei tornei a 20 squadre. Finora, stavolta senza contare il derby di inizio dicembre che appunto non fa statistica casalinga nel girone d’andata, è arrivata a 8. Una volta invece, con Nils Liedholm in panchina, vinse tutte le partite dell’andata, che all’Olimpico scade appunto oggi: successe nel 1982/83, in una Serie A a 16 squadre, con 7 vittorie su 7. Quella stagione si concluse con lo scudetto, nonostante due sconfitte su due contro la Juventus.
VUOTI – Ed è un peccato che per l’ultima partita dell’anno, con la prospettiva di un record affascinante, il tifo romanista non abbia risposto con grande partecipazione. Fino a ieri sera sono stati venduti solo 7.500 biglietti che, sommati agli abbonati, porterebbero il totale degli spettatori a 25.000. E’ evidentemente bastata la gelata dello Juventus Stadium a raffreddare l’entusiasmo popolare, dopo la bella adunata di Roma-Milan con oltre 45.000 presenze. Non ci sarà insomma una cornice indimenticabile. I numeri sono in linea con quelli di Roma-Palermo del 23 ottobre e inferiori alle partite contro Udinese, Inter e probabilmente Sampdoria (9.418 paganti). Non si ferma naturalmente la protesta dei gruppi organizzati, che da oltre un anno non entrano allo stadio: ai tempi di Testaccio non sarebbe mai successo.










