
La casa sarà un po’ più piena del solito, visto che la curva sud, a sei mesi dall’ultima volta (col Real a febbraio), è di nuovo sold out o quasi. Magari darà una mano a combattere contro un paio di tabù: negli ultimi 6 anni l’unica italiana che ha superato indenne la selezione all’ingresso della Champions League è stato il Milan nel 2013. Hanno fallito Samp e Udinese, Napoli e Lazio. C’è poi quella specie di maledizione che s’è annodata ai destini europei della Roma americana: 7 sconfitte in 15 gare di Champions e soltanto due successi. Tutti all’Olimpico, il fattore su cui prova a puntare Strootman: «Averlo pieno renderebbe tutto meno difficile per noi, e più complicato per loro. Sarebbe quasi come giocare in dodici». Dovrà accontentarsi però di 35mila persone, e non solo perché i romani sono ancora in vacanza. Dalla “vacanza” tornerà il romano De Rossi, risparmiato sabato con l’Udinese per non lasciare scoperta la squadra stasera, visto che mancherà già Vermaelen, squalificato. Accanto a lui, nella difesa senza Florenzi (su cui è tornato a mettere gli occhi il Chelsea), debutta in Champions Bruno Peres, con Jesus e il tremebondo Emerson. Il leader dietro sarà Manolas, che non voleva restare, a centrocampo Nainggolan, che non è voluto partire. Pure Perotti torna dall’inizio: i due rigori realizzati in campionato hanno fatto dimenticare un po’ il “musino” di Oporto dopo la sostituzione. A tifare contro la Roma, oltre ai duecento portoghesi attesi all’Olimpico, pure Juve e Napoli: con i giallorossi fuori, i primi a guadagnarci (circa 8 milioni a testa dai diritti tv) sarebbero loro.










