
FISICO BESTIALE – Juric a Marassi ha raccolto 16 punti su 23 (4 successi, 4 pari e 1 sconfitta). E’ vero che ha perso l’ultima gara interna, il 18 dicembre contro il Palermo, ma si è preso pure le soddisfazioni più corpose davanti ai colleghi più celebrati (3 gol sia a Montella che ad Allegri). Spalletti, insomma, sa quali sono i pericoli. «Ho studiato la reazioni e le difficoltà del Genoa quando ha sfidato le migliori: contro Juventus, Milan, Fiorentina ha fatto vedere di essere forte. Loro sono bravi a modellarsi sull’avversario. Questo è un modo di giocare che stimola i tifosi genoani. Fanno quasi una sorta di marcatura a uomo, di battaglia dentro la partita, di lotta e di contrasto individuale. Lo stadio è particolare e quella è la maggiore insidia, oltre al fatto che giocano un bel calcio e a questo impatto fisico».
EXIT STRATEGY – Se Spalletti deve parlare di sè e del suo futuro, invece, non cambia idea. «Se non vinco, vado via» il solito refrain. Stavolta è stato però categorico, chiamando in causa anche il club di Pallotta che, per la bontà della rosa messa a disposizione del toscano, si aspetta di festeggiare già in questo 2017. «Non voglio niente e non ho chiesto niente. Non ho preteso che mi venissero fatte promesse di alcun genere. Trovo chiaro quanto mi dice Gandini. E cioè che la società si aspetta di vincere perché la Roma ha tutto per riuscirci. Per continuare a meritare questo club si deve vincere e dobbiamo prenderne atto di queste cose. La squadra deve sapere di essere forte per dare il massimo e raggiungere il massimo obiettivo. In sintonia con quello che ho sempre detto: se non vinco devo fare posto a un altro. I giocatori sono forti, lo dicono anche loro e io sono d’accordo. C’è tutto per vincere, come dice la società. Ora bisogna farlo vedere, punto e basta. Non c’è alternativa». E’ sincero anche quando, guardando avanti, non scarta di potersi sedere sulla panchina delle Grandi Rivali: «Faccio questo come lavoro e sono un professionista. Se continuo ad allenare, andrei da tutte le parti. Non solo alla Juve, anche alla Fiorentina, all’Inter e al Milan».










