
MAXI ROTAZIONE – Spalletti, preservando diversi titolari per la partita di domenica al Franchi contro la Fiorentina, propone 5 novità nella formazione di partenza e lancia Gerson che, per la prima volta, ha spazio dall’inizio, confermando però di essere ancora fuori dal coro. Acerbo e statico nella sua eleganza. La mezza restaurazione non aiuta però la Roma che, ancora senza un’identità, fatica a comportarsi da squadra, soprattutto nella prima parte. La difesa è completamente rivoluzionata: in porta torna titolare, dopo un mese, Alisson, a destra c’è Peres, al centro Manolas nella circostanza è affiancato da Fazio e sinistra slitta Juan Jesus. Vermaelen (in dubbio per Firenze) non sta ancora bene e finisce in tribuna. Il sistema di gioco è ancora il 4-3-1-2, ma davanti mancano gli interpreti che provocarono il ribaltone contro la Sampdoria: Totti, Dzeko e Salah partono dalla panchina. E i primi due li vedremo solo nella ripresa. Tardi. Il trio offensivo è inedito: Perotti trequartista, dietro alle punte Iturbe ed El Shaarawy.
CONSUETA GAFFE – La partita si mette bene con il 5° rigore in 6 gare, il primo in Europa. Se lo conquista El Shaarawy, steso proprio all’alba del match da Mateju. Perotti trasforma per il vantaggio. Ma è dietro che la Roma continua a sbandare, allungando la sua preoccupante serie negativa. Prende gol anche qui. E’ successo in 32 delle ultime 33 partite nelle coppe continentali. Sbaglia il singolo, è vero. Che, per la verità, è anche recidivo. Si addormenta in area Juan Jesus e Bakos fa gol di testa con Alisson che forse è in ritardo. Il portiere si riscatta presto e, in volo, neutralizza la deviazione aerea di Duris.
FASE D’ATTESA – Il Viktoria, con il suo semplice e ordinato 4-4-2, resta in partita senza faticare. Ma è la Roma a restare bassa e timida nella sua metà campo, rendendo più tranquillo il pomeriggio alla formazione di Pivarnik. Manca la spinta sulle fasce di Peres, stranamente timido e bloccato, e ovviamente quella di Juan Jesus che ormai va in difficoltà in qualsiasi posizione e contro ogni avversario. Paredes, in regia al posto dello squalificato De Rossi, è spaesato. Nainggolan va spesso per conto suo e Gerson guarda, sentendosi estraneo al progetto tattico del tecnico. Da mezzala sinistra si accontenta di qualche tocco laterale, senza mai accelerare o provare a essere più intraprendente. In attacco i giallorossi si accendono parzialmente a sinistra. El Shaarawy, dopo aver conquistato il rigore del momentaneo 1 a 0, riparte e permette a Nainggolan di colpire il palo che sarà l’unica vera occasione del match. Anche Perotti si trova meglio su quella fascia. A destra Iturbe è come se non ci fosse. Ormai fa tenerezza. Non sa dove andare e che cosa fare.
NUOVO ASSETTO – Spalletti, nella ripresa, cambia il sistema di gioco: entra Dzeko per Gerson e per il 4-2-3-1. Con il centravanti, in questa stagione, la Roma è più squadra. E con Florenzi per Iturbe e Totti (standing ovation anche qui) per El Shaarawy è anche più logica. Ma ormai è notte, pure nella Boemia occidentale.










