
PERDONO E STIMA – Spalletti non avrà Salah (forse in panchina con la Juve), ma riabbraccia Strootman: l’unico dubbio riguarda il ruolo di esterno d’attacco, dove si giocano il posto El Shaarawy e Bruno Peres. Montella ha problemi di infermeria, dove rimarrà Bacca e dove è entrato Bonaventura: la tentazione è quella di stravolgere del tutto il tridente là davanti, con Honda (fino ad ora solo 89 minuti in campo) al posto di Niang e al servizio di Lapadula. In mezzo, squalificato Kucka, spazio per Bertolacci al rientro dopo ben quattro mesi. Quella di Spalletti e Montella è la storia di un rapporto che nasce da molto lontano. Compagni di squadra nell’Empoli quando Montella era un ragazzino e Spalletti un veterano, i due si sono ritrovati uno allenatore dell’altro. «Alla Roma non mi faceva giocare, forse meritavo di più. Luciano – così Montella – l’ho perdonato, anche perché ho avuto modo di studiarne gli allenamenti e così mi sono arricchito ora che faccio il suo lavoro». Spalletti ascolta e ringrazia. «Vincenzo – dice – è destinato a riprendersi la panchina della Roma e a fare una grande carriera: mi fa piacere che mi abbia perdonato, d’altronde è più facile capire i genitori quando lo si diventa».
SPOT PER IL CALCIO – Roma-Milan sarà uno spot per il nostro calcio: ne sono convinti i due tecnici. Spot o no, quella di stasera sarà una sfida verità per entrambe. La Roma dovrà dimostrare di aver fatto passi avanti nella ricerca di quegli equilibri di squadra che, spesso, l’hanno costretta a pericolose rincorse, mentre il Milan non potrà mostrarsi troppo timido, in attesa del colpo del Suso di turno perché, così, si consegnerebbe alla forza d’urto dei giallorossi. La Juve sarà davanti alla tv tifando per il pareggio, verdetto meno gradito ai ragazzi di casa.










