
I giallorossi, finora, non hanno mai toppato nelle partite top di campionato (come è successo invece con lo 0-3 casalingo contro il Porto, che è costato l’eliminazione dalla Champions League), mentre ha steccato con le «medie» (tre sconfitte con Fiorentina, Torino e Atalanta) e con le «piccole» (i due pareggi a Cagliari e Empoli). La Roma ha battuto Inter (2-1), Napoli (1-3 in trasferta), Lazio (0-2) e Milan (1-0). Un percorso netto, con 8 gol segnati e solamente 2 subiti. Il morale è alto, la salute è alterna. Nainggolan scoppia di salute – due gol consecutivi tra derby e Milan -, la difesa ha trovato i suoi quattro titolari e Dzeko riesce a fare reparto anche da solo. Però si è chiuso il 2016 di Bruno Peres, che lunedì ha dovuto abbandonare il campo al 41’, dopo un’entrata molto pericolosa di De Sciglio, non sanzionata dal pessimo arbitro Mazzoleni. Gli esami hanno riscontrato un trauma distorsivo/distrattivo della caviglia sinistra. Nessuna frattura ossea, come si temeva, ma stop per tre settimane. Al posto del brasiliano è entrato El Shaarawy, che dovrebbe essere la soluzione anche per sabato sera. Spalletti spera di poter recuperare – almeno per portarli in panchina – Paredes e Salah, che ieri si sono ancora allenati a parte. Proveranno ad aumentare i carichi di lavoro nei prossimi giorni. Ieri è rimasto fermo Totti, bloccato da una forte sindrome influenzale.










