Non solo la Roma non è guarita, ma la malattia potrebbe anche essersi aggravata e la sosta per le Nazionali potrebbe essere una medicina (c’è tantissimo da lavorare sulla fase difensiva) ma anche un veleno (le polemiche scorreranno a fiumi). Il Cagliari, capace di rimontare da 0-2 a 2-2, si merita il suo pareggio perché ha avuto il coraggio che è mancato alla Roma e perché Rastelli è stato più lucido di Spalletti nelle sostituzioni e nel cambio di modulo. Sfuggono così ai giallorossi due punti importantissimi, che a inizio ripresa sembravano già in cassaforte, e non si riesce a trovare una logica in una squadra che ieri sera ha sciorinato tutto il campionario, come fosse a una fiera di paese: 4- 2-4 con il falso nueve, 4-3-3 con il centravanti puro e 3-5-2 per cercare di difendere il vantaggio nel finale. Un conto è essere duttili e un altro conto è affastellare tentativi che mandano in confusione giocatori che sono appena arrivati (Vermaelen, anche ieri deludente, e Bruno Peres) o che continuano a cambiare di ruolo (Florenzi è ritornato a fare il terzino destro, con buoni risultati nel primo tempo e negativi nella ripresa, fino alla palla persa da cui è nato il 2-2). La clamorosa eliminazione dal preliminare di Champions, contro il Porto, continua così a lasciare tracce e, purtroppo per i tifosi della Roma, non soltanto nel bilancio (persi 30 milioni).
A Cagliari ha pagato inizialmente Dzeko e l’attacco leggero con El Shaarawy è sembrato funzionare, ma è durato 45’. Ha fatto ancora più rumore, però, la fascia da capitano che è slittata dal braccio di De Rossi (espulso contro i portoghesi) a quello di Florenzi, rientrato dall’infortunio. Una punizione esagerata, perché quello di De Rossi, per quanto grave, era stato un fallo di gioco e non uno sputo o una gomitata. La partita è stata un concentrato di corsa, errori e occasioni da gol. Dalla parte di Isla, che una volta era un signor giocatore ma ha pagato agli infortuni un prezzo molto alto, la Roma è passata senza problemi. Al 6’ Storari ha letto male un cross di Florenzi, El Shaarawy ha anticipato Isla e guadagnato un rigore netto, trasformato con freddezza da Perotti. Al raddoppio di Strootman al primo della ripresa, su assist di Dzeko appena entrato, la gara è sembrata chiusa. Festa grande per l’olandese che non segnava in campionato dal 18 gennaio 2014 (Roma- Livorno 3-0). Di idea diversa, però, è stato Borriello che ha segnato il suo quinto gol nelle ultime quattro gare da ex contro la Roma (Genoa, Carpi, 2 Atalanta e ieri Cagliari). La Roma si è terrorizzata, Spalletti ha fatto entrare Fazio per la difesa a 3 e, nel finale, ha pareggiato Sau, prendendo il tempo proprio al nuovo entrato. Un disastro di sostituzione.
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