
RINFORZI MIRATI – Sarri è convinto che il Napoli possa vincere lo scudetto solo in caso di sbandata della Juve. Non bluffa. Ma spera. Di sicuro la società, pur avendo lasciato andare Higuain, gli ha messo a disposizione quasi 2 squadre. E’ senz’altro la rosa migliore, dopo quella bianconera. Il tecnico partenopeo vede doppio in ogni zona del campo: terzini, centrali difensivi, registi, intermedi, ali e centravanti. L’abbondanza è soprattutto sulle fasce, dove nascono azioni, giocate e gol, a prescindere dall’efficacia dei centravanti Milik e Gabbiadini: l’abbondanza è dietro con Hysaj, Maggio, Ghoulmam e Strinic, ma il lusso è soprattutto in attacco con Callejon, Insigne, Mertens, Giaccherini e lo stesso El Kaddouri. A centrocampo la ricchezza è anche nella duttilità di alcuni interpreti: il centenario Hamsik, mezzala o volendo trequartista, sta studiando da play. Ma il regista c’è: Jorginho. E anche il suo giovane sosia: Diawara. Il reparto è arricchito da Zielinski, vicinissimo a diventare titolare, e Allan. Da scoprire il giovane Rog che ha sicuramente qualità. L’unica perplessità in porta: Reina è leader, ma non fenomeno. A proteggerlo gente di sostanza e classe: Koulibaly, Albiol, Maksimovic, Tonelli e Chiriches.
INDIVIDUALITÀ ECCELLENTI – L’Inter è tatticamente meno organizzata, avendo cambiato l’allenatore a meno di due settimane dall’inizio del campionato e rinforzato il gruppo al fotofinish. Ma la forza dei nerazzurri non è solo Icardi. De Boer, proprio in attacco, ha diverse soluzioni: Eder sa fare pure la prima punta, Palacio è l’alternativa di garanzia e Jovetic il jolly offensivo che permette di modificare in ogni momento il sistema di gioco. L’arrivo di Candreva ha fatto lievitare la qualità sulle fasce. Lui e Perisic sono tra i migliori esterni del torneo. Gabigol, invece, è ancora nella fase di ambientamento. In mezzo al campo sette giocatori che, per le caratteristiche, si possono anche scambiare i ruoli. Regia, interdizione e corsa. Ce n’è per tutti i gusti, con qualità e fisicità: Banega, Joao Mario, Brozovic, Kondogbia, Gnoukouri, Medel e Felipe Melo. Dietro le certezze sono Handanovic e i centrali titolari Murillo e Miranda. I terzini sono da verificare, a cominciare da Ansaldi. Ma sono tutti di ruolo.
REPARTI IN STAND BY – Il giudizio sulla Roma non può essere definitivo per le assenze in difesa: Ruediger e Mario Rui convalescenti, Vermaelen fuori da 5 partite per la pubalgia. Spalletti è costretto a insistere su Florenzi e Peres come terzini: entrambi sono adattati, perché il primo non è un difensore e l’altro non si trova bene a sinistra. I ricambi per le fasce non sono di primo piano: Emerson è troppo offensivo, Seck da svezzare. Anche il centrocampo è incompleto: l’unico cambio è Paredes, ma solo per De Rossi da play. Florenzi servirebbe più avanti (anche in attacco) per la rotazione necessaria per gli impegni ravvicinati. Manca il vice Dzeko: nella tabella c’è Totti. Che, però, fa ormai il trequartsita. Domenica scorsa addirittura il mediano.










