
L’ex d.s. ha gelato anche Radja Nainggolan: «L’adeguamento del suo contratto non è all’ordine del giorno, semmai ci sarà un premio per le prestazioni. I calciatori devono sapere che i presupposti sono cambiati senza Champions League». Al posto di Sabatini ci sarà lo scudiero «Ricky» Massara, arrivato con lui in giallorosso dal Palermo. Da quel momento in poi, Ricky, è cresciuto tanto all’ombra del suo maestro, fino a prenderne il posto nella cabina di comando della Roma: osservatore, traduttore, mediatore ma soprattutto grandissimo conoscitore del settore giovanile, Massara nella Roma ha fatto tutto. C’era anche lui, ad esempio, a New York quando James Pallotta ha voluto conoscere personalmente Rudi Garcia prima di affidargli la panchina, così come era presente a giugno, quando la Primavera di Alberto De Rossi ha vinto lo scudetto.
Massara, insomma, della Roma conosce ogni cosa e vuole giocarsi la possibilità di rimanere in sella. Ieri pomeriggio era a bordo campo nell’amichevole che la prima squadra ha vinto 3-2 (doppietta di Iturbe e gol di Gerson, si è rivisto in campo per un tempo Ruediger) contro la Primavera. «Non è il mio delfino, ma un professionista, laureato, competente e molto sensibile – è la benedizione di Sabatini -, accettate l’idea che sia il d.s. senza avere legami con me. La Roma avrà un futuro anche con lui». Difficile, vista la rispettive storie, dissociare le due figure. Ed è proprio questo il dubbio più grande. Sabatini ha infatti deciso di andarsene perché non condivideva più il metodo di lavoro della società: «Pallotta è un bostoniano allegro, frequenta i meeting ed è incline alla statistica. Io sono un europeo crepuscolare, viviamo il calcio in maniera differente: sarò sostituito da un’altra cultura». La cultura dei software e delle statistiche, diversa da quella che Massara ha respirato per anni. Solo se riuscirà a convivere con questo «new deal» il suo ruolo potrebbe non essere a tempo determinato.










