
L’uruguaiano del Psg ne ha realizzati 12. Da metà settembre a oggi, però, l’attaccante della Roma ha inciso più di gente come Neymar, Griezmann, Diego Costa (5 reti) e di Lukaku (4). In due settimane è passato dalle critiche di Torino-Roma, principale responsabile del ko agli occhi dei tifosi per la quantità smisurata di errori sotto porta, agli applausi di Napoli. E del presidente De Laurentiis, entrato a fine partita nello spogliatoio romanista per congratularsi, soprattutto con il numero 9. Curioso retroscena: ad agosto, dopo l’addio di Higuain, De Laurentiis fece anche un timido sondaggio per chiedere Dzeko alla Roma.
Per i giallorossi però era impossibile venderlo senza avere un sostituto adeguato per le mani. L’unico a non versare miele sui gol di Edin è curiosamente Spalletti: «Ha fatto bene ma deve fare ancora meglio, nel primo tempo poteva fare altri tre o quattro gol», la sentenza del tecnico. Il primo a sostenerlo quando faticava, il primo a chiedergli di più oggi che vola.
Intanto il primo problema del tecnico è un altro: gli infortuni. A Napoli mancavano Strootman e Bruno Peres, Juan Jesus, Perotti e Nainggolan hanno accusato un risentimenti muscolari (e il belga già non stava bene). La speranza a Trigoria è che si tratti principalmente di crampi, ma soltanto gli esami di oggi escluderanno lesioni che complicherebbero drammaticamente i piani di Spalletti per il futuro. Perché le soluzioni, oggi, latitano: Vermaelen e Rüdiger hanno bisogno di tempo, il tedesco potrebbe andare in panchina il 30 ottobre con l’Empoli ma per rivederlo ad alti livelli bisogna aspettare almeno i primi 10 giorni di novembre.
A gennaio arriverà un centrocampista, ma a Napoli sono entrati Emerson Palmieri e Gerson, finora comparse o poco più. A loro dovrebbe toccare di nuovo giovedì contro l’Austria Vienna, insieme magari a El Shaarawy, pure lui in campo per una manciata di minuti al San Paolo, Iturbe e ovviamente Totti: l’obiettivo è recuperare gli acciaccati in tempo per il doppio impegno di campionato, Roma-Palermo del 23 ottobre e Sassuolo-Roma del 26. In qui continuerà ad affidarsi alle certezze: Manolas, monumentale a Napoli sostituendosi addirittura a Szczesny nel primo tempo. E Florenzi, applaudito persino dal portiere polacco dopo un recupero nel finale su Ghoulam. Proprio Florenzi ha acceso il dopo gara.
Tornando a sollevare uno degli argomenti più caldi a Roma, da oltre un anno: la questione Olimpico. A Napoli, la Roma ha vinto in uno stadio colorato da 46mila spettatori. Cifre lontanissime dai numeri dell’impianto romano, che da un anno viaggia alla media di 30mila spettatori. «I tifosi del Napoli – dice Florenzi – hanno creato una bella atmosfera. Se a Roma scendesse un marziano e vedesse la situazione penserebbe: perché solo qui ci sono le barriere e in altri stadi no? I tifosi sono rientrati allo stadio senza manifestazioni di violenza quindi adesso aspettiamo che chi di dovere faccia il suo lavoro e ci ridia i nostri tifosi». L’impressione è che a breve, qualcosa, possa muoversi davvero. Sia da parte delle istituzioni, sia dei tifosi “ammutinati”.










