
La Roma resta in vantaggio per punti in classifica, qualità della rosa (solo Paredes mancherà), valore dei giocatori: il monte-ingaggi giallorosso è quasi il doppio rispetto ai biancocelesti. Solo che la squadra resta enigmatica: «Nel derby vedremo la Roma autoritaria e vincente di Napoli o quella che si è fatta mettere sotto nella ripresa a Bergamo e ha rischiato il pareggio con il Pescara?» il quesito che assilla i tifosi. Se lo chiede anche Spalletti, che definisce “vizietto” quel ricorrente calo di tensione contro le medio-piccole. Impossibile però sottovalutare la Lazio, quindi il tecnico spera che il problema non si (ripro) ponga. Di sicuro è Dzeko-dipendente, la Roma. Il bosniaco vive un momento di forma straordinario, è il capocannoniere del campionato e vuole colpire ancora. Però a sua volta Spalletti deve trovare due terzini in grado di fermare Felipe Anderson e Keita, uomini decisivi per Inzaghi. I due allenatori sono chiamati a scelte complicate, tra giocatori e moduli: potrebbero optare entrambi per la difesa a 3, ad esempio.
Settimana di passione per loro e per i tifosi, si salvi chi può. Ma poi domenica l’Olimpico non si riempirà neanche stavolta: dovrebbero essere in 35mila, alla fine, nonostante l’appello di ieri di Totti e De Rossi. Scenario che deprime pure Malagò: «Un derby così – dice il presidente del Coni – non è uno spot vincente per il calcio. Dispiace anche per l’importanza della sfida, vista la classifica delle due squadre». Prime schermaglie: la Lazio potrebbe giocare in maglia blu, con possibile conflitto cromatico con quella rosso scuro, appena presentata, che vorrebbe indossare la Roma. Il derby del referendum è già iniziato.










