
Una squadra in cui tutti sono utili e nessuno sembra essere indispensabile: «All’interno di un gruppo non è fondamentale un solo calciatore, se poi questo diventa la chiave dei risultati è chiaro che è difficile portare a termine un campionato di alto livello o di alta classifica. Questo era il nostro obiettivo, perché se riesci a farli funzionare tutti, il numero di giocatori in rosa è sufficiente, anzi rischi di averne troppi e non farli esprimere nel modo corretto». L’anticamera di un discorso relativo al mercato, su cui il tecnico sembra aver cambiato nuovamente idea. Dopo qualche richiamo indirizzato alla società verso la ricerca di un centrocampista o di un sostituto che numericamente sopperisca alla partenza di Iturbe, si ritorna al pensiero iniziale, soprattutto nel caso in cui la società non riuscisse a completare l’acquisto di un giocatore pronto sin da subito ad entrare tra le rotazioni dei titolari.
Spalletti non mostra preoccupazione, a prescindere da quello che sarà l’esito finale del mercato di gennaio: «Se capita proveremo a prendere un giocatore di livello altrimenti rimarremo così e vi assicuro che la Roma sarà competitiva sotto tutti gli aspetti. In questo periodo siamo anche abbastanza comodi per il numero di calciatori che abbiamo a disposizione. Il mio riferimento era al mese di febbraio, a quei 40 giorni dove ci saranno da giocare tante partite. Ci sono stati dei momenti in cui ti capitano 3-4 infortuni tutti nello stesso reparto e allora diventa un po’ più complicato. Effettivamente ora siamo nelle condizioni di poter affrontare anche il periodo più difficile». E in attesa di capire gli sviluppi futuri, Spalletti è pronto anche a commentare le parole di Walter Sabatini, convinto che la Roma sia frammentata da numerosi centri di poteri sparsi in giro per il mondo: «C’è anche il suo a Mostacciano… Io di centri di importanza ne conosco soltanto uno, quello della partita,dello spogliatoio. Se la squadra sta facendo bene è anche merito suo, ha contribuito in maniera determinante». Basterebbe pensare a Nainggolan: «Per me vale quanto Pogba – conclude Spalletti – c’è qualche anno di differenza ma per quanto riguarda il valore in campo e la sostanza espressa in quello che fa, il paragone regge».










