
LE SCELTE – Il numero uno titolare nella testa di Spalletti è Szczesny, che però è tornato a Trigoria da dieci giorni e non sta ancora benissimo. Ed allora favorito per stasera è il portiere brasiliano, anche se le sorprese potrebbero essere dietro l’angolo. Proprio come magari l’esclusione di Dzeko, che arriverebbe nel caso un po’ a sorpresa. Spalletti sta riflettendo se andarsela a giocare con il centravanti («Ma se Edin giocherà dovrà fare sotto l’aspetto mentale, ma metterci anche dell’altro») o con il falso nove (Perotti) e due ali veloci (El Shaarawy e Salah) capaci di andare dentro e fare male ad una difesa, quella del Porto, che soffre negli sbilanciamenti.
CHE BATTAGLIA – Chi invece giocherà sicuramente è Daniele De Rossi, che da capitano proverà a dare una scossa in più alla squadra. «Sarà una battaglia. Sono sicuro che la pensano così anche quelli del Porto. Ma per me non è una finale, anche se una sfida fondamentale, capace di cambiare anche la nostra impostazione mentale. Diciamo che la vedo come un ottavo o un quarto di finale, una di quelle sfide decisive per andare avanti. La nostra difesa è cambiata molto, a volte quando finisci bene non andrebbe cambiata. Ma sono arrivati giocatori forti, si ambienteranno presto. Io? Ora so che non basta lavorare bene, ma bisogna lavorare fortissimo». Lo pensa così anche Nuno Espirito Santo, il tecnico del Porto: «Siamo pronti a lottare, è una sfida assolutamente da vincere. La prima al Dragão la considero un vantaggio, il nostro stadio ci può aiutare a indirizzare subito bene la sfida. Quello che voglio è solo la qualificazione e che il Porto dimostri a tutti quello che sa davvero fare. Tutto il resto conta davvero poco…».










