
L’ARBITRO Sorride amaro quando in televisione gli fanno guardare gli episodi contestati, a cominciare dal rigore reclamato da Dzeko: «Me ne ero accorto già in campo. Era fallo. Edin anticipa la traiettoria della palla e viene colpito. Questo non è un contatto, è una “tranvata” (come si dice a Roma, ndi). Dzeko è un calciatore correttissimo e questo è un rigore evidente». Anche il gol della Fiorentina sembra irregolare: «Qui me l’hanno detto i ragazzi nello spogliatoio, perciò cerco di essere obiettivo. Szczesny ha detto di aver fatto un balzo anomalo per vedere il pallone e ha lasciato scoperto il palo. E così non è riuscito a intercettare il tiro di Badelj. Qualche calciatore invece mi ha raccontato che Rizzoli ha valutato non attivo il fuorigioco di Kalinic perché troppo lontano dalla porta. Comunque sia gli episodi ci penalizzano al di là della realtà della partita, anche se la Fiorentina ha fatto la sua parte».
EFFICIENZA Quando parla di errori in zona-gol, Spalletti non può non riferirsi a Dzeko che però apprezza per il contributo alla squadra: «Edin sta facendo molto bene, è il calciatore che ci serve per essere completi. Giocando senza centravanti sei costretto ad avvicinarsi alla porta sempre nello stesso modo. Dzeko invece ha fisico e tecnica quindi ci dà altre soluzioni. Sono sicuro che riusciremo a migliorare il suo bottino di gol. Deve solo imparare a entrare arrabbiato in area di rigore, ad essere più feroce. Sembra che in alcuni momenti abbassi l’ambizione della sua qualità». Su Salah invece Spalletti è più netto: «Mi aspetto che Momo due volte in una partita riesca a saltare l’uomo… Borja Valero? Qualche discorso in estate c’è stato ma non era facile prenderlo. Io mi tengo i giocatori della Roma».
IL DETTAGLIO Da allenatore individua un difetto strutturale nella partenza dell’azione. E nell’analisi chiama in causa come esempio virtuoso il Napoli: «Loro sul pressing avversario giocano sempre palla sui difensori centrali, con triangoli stretti che presidiano la linea difensiva, e partono da lì. Noi invece andiamo troppo spesso da Szczesny. Anche se siamo nell’altra metà campo. Così abbiamo consentito alla Fiorentina di salire, soprattutto nella ripresa. Ma ripeto, non posso rimproverare più di tanto a una squadra che è stata magari poco lucida ma ha sempre cercato di comandare la partita. Ho visto segnali positivi rispetto al recente passato». Una volta in svantaggio, Spalletti ha provato mosse d’altri tempi: quattro attaccanti in campo più Fazio centravanti aggiunto. «Speravo in una mischia finale – conclude – visto che la Fiorentina si era chiusa».










