
Dal punto di vista societario, secondo il tecnico, l’addio di Sabatini toglie un punto di riferimento. «Walter mi aveva anticipato qualcosa, io avevo lavorato per il contrario. Abbiamo perso una sentinella di Trigoria, perché lui viveva per la Roma. Ho a disposizione una buonissima rosa che lui ha creato e che porterà risultati importanti anche in futuro. Noi abbiamo la necessità di vincere il più velocemente possibile. Oltre ad una squadra forte serve una società altrettanto forte e quella che vorrei io prevede Spalletti allenatore, Sabatini d.s., Baldissoni d.g. e Baldini vicepresidente. Pallotta? È un presidente presente, quando parla in inglese gli si sente il dialetto romanesco. È dentro la situazione, ha messo dei tasselli nei punti giusti ed è intervenuto quando ce n’è stato bisogno». Il futuro di Totti non è un argomento che, per il momento, interessa al tecnico. «Deve pensare al suo presente da calciatore, perché è quello che ama fare. Più passa il tempo e più è presente negli allenamenti: la stessa qualità che ha in mezzo al campo la metterà in quello che farà dopo». Notizie dal campo: Ruediger e Nainggolan si sono allenati in gruppo, il belga sarà a disposizione per la gara di Napoli.










