
«Io non ho chiesto la cessione di Paredes – mette le mani avanti Spalletti – se poi c’è un’analisi delle dinamiche di mercato e della volontà del giocatore, questo non va chiesto a me, ma a loro». Cioè? «Io lavoro bene con questa società, i calciatori che abbiamo sono importanti e siamo in grado di confrontarci con i più forti grazie a loro. E a me sta bene rimanere così. Ma se un giocatore vuole andare via, tenerlo diventa difficile e un professionista che sta mal volentieri qui, io sono il primo a non volerlo trattenere». Per Paredes ci sono offerte importanti e potrebbe essere lui il pezzo semi-pregiato della rosa giallorossa a partire in questa sessione. Ma in entrata, invece, la pista Defrel è tramontata? «Preferisco dare spazio a quelli che ho. El Shaarawy ora è un po’ giù perché probabilmente non sente la fiducia addosso, ma io devo fare una scelta di equilibri. Totti l’ho fatto giocare poco e voglio dargli più minutaggio, la squadra sta funzionando e ora ritorna Salah. All’inizio ho detto che ci serviva un giocatore, ma ci voleva subito per fare queste 4-5 partite». A Spalletti si illuminano poi gli occhi quando gli viene fatto il nome dell’obiettivo per giugno, Kessie, centrocampista dell’Atalanta. «Se mi piace? Dalle mie parti di dice ‘Di molto’». La parentesi dedicata al mercato, viene però socchiusa di fronte all’importanza della sfida di oggi, contro la Sampdoria. «Non possiamo lasciare punti per strada e dobbiamo tentare di vincere anche questa volta. Andiamo avanti con la difesa a tre, perché la squadra ha concesso davvero pochissimo e dobbiamo attaccarci a questi dati per rafforzare l’attenzione al lavoro».










