Metropolitana, ponti, strade, ciclabili, parcheggi: lo stadio della Roma non è solo ed esclusivamente tifo e bandiere. Il vero nodo, quello principale, è come ci si andrà, allo stadio, ma, soprattutto, come si tornerà a casa. Perché ad andare, ogni tifoso può decidere quando partire, se arrivare due ore prima del fischio di inizio o a ridosso della partita. Ma il 90esimo arriva per tutti allo stesso minuto. E quindi, se 60mila tifosi arrivano alla spicciolata, poi se ne vanno tutti all’unisono. Ecco perché la mobilità è l’osservato speciale del progetto. Vediamo, allora, dopo due anni di trattative con il Comune praticamente quasi solo su questo aspetto, cosa c’è nelle carte progettuali depositate in Campidoglio dalla Roma lo scorso 21 dicembre. Come detto, lo stadio avrà una capienza totale massima di 60.605 spettatori. I posti riservati ai tifosi ospiti – capitolo a parte – sono 3.237.
Secondo gli studi di viabilità, considerando anche la grande quantità di diversi sistemi di trasporto pubblico locale presenti in zona (la ferrovia alta velocità e quella regionale con la stazione Tiburtina; la metro B con le fermate Tiburtina, Quintiliani e Monti Tiburtini; la B1 con Bologna) il 55% (31.350) di questi 57mila tifosi userà i mezzi pubblici per arrivare allo stadio. Poi, il 15% (8.550) userà l’auto per arrivare a un parcheggio di scambio e poi proseguire con metro o treni; il 13% (7.410) la moto; il 4% (2.280) bici o monopattini; l’1% (570) i taxi. I tifosi ospiti hanno un percorso dedicato: I romanisti saranno ovviamente divisi, diciamo, in due fasce: quelli che avranno acquistato gli abbonamenti indicati come “premium” nel progetto che includono anche il posto auto sotto lo stadio e quelli che avranno biglietti e abbonamenti “normali” con alcuni posti auto vicino ma non proprio “dentro” lo stadio stesso.
FONTE: Il Messaggero











