
LA SMENTITA – Nel verbale, disponibile sul sito della Regione, si legge poi che «Roma Capitale si impegna ad adottare la variante urbanistica al piano regolatore vigente entro il giorno 17 dicembre». Appena la notizia è trapelata, l’assessore all’Urbanistica della giunta Raggi, Paolo Berdini, noto sostenitore dell’operazione calcistico-immobiliare, è intervenuto per smentire i suoi stessi uffici sulla dead-line del 17 dicembre: «È una notizia destituita di ogni fondamento – ha detto a un’agenzia stampa –. Noi abbiamo tempo per decidere fino al 3 febbraio». Contro-replica della Regione: «L’impegno è stato assunto dalla dirigente del Comune presente alla Conferenza».
Nulla da smentire invece, da parte dell’assessore «stadista», sull’ipotesi di una variante al Prg, nonostante in passato abbia dichiarato di non volersi «muovere di una virgola» rispetto ai paletti imposti dal Piano regolatore. Prima delle giravolte dialettiche dell’assessore M5S, la seconda seduta della Conferenza aveva fatto emergere diverse falle nel progetto. Soprattutto sul versante della viabilità. Il ministero dei Trasporti, si legge sempre nel resoconto, ha chiesto di modificare «alcune soluzioni previste per lo svincolo sulla A91 (autostrada Roma – Fiumicino)», una delle opere pubbliche a carico dei privati. La Città Metropolitana ha evidenziato che «le due arterie stradali principali, la via del Mare e l’Ostiense, già versano in una situazione di criticità legata al sovraccarico di traffico, e ci sarebbe un aggravamento delle condizioni con la costruzione dello stadio».
I DISAGI – Dopo la bocciatura di Atac alla biforcazione della metro B (con il rischio di corse ridotte del 40% e disagi per 200-300mila romani), il Campidoglio ieri ha fatto capire che il prolungamento, previsto dalla delibera sul pubblico interesse, dovrebbe essere cassato, «optando» in alternativa per il potenziamento della Roma Lido. Un’operazione che costerebbe ai privati 50 milioni di euro, «con ulteriori 7,5 milioni previsti per l’adeguamento delle stazioni ferroviarie da versare in oneri concessori». Ma la lista delle criticità è ancora molto lunga: la Snam e l’Italgas hanno affrontato il nodo della rete gas, facendo presente che «l’attuale tracciato delle strade di percorrenza, interne all’area progettuale, va modificato per ragioni di sicurezza perché confligge con i metanodotti ad alta pressione». Sono emersi dubbi anche sugli «interventi fognari minimali e strutturali che vanno fatti», a carico dei privati. Il costo complessivo dell’intervento è stato stimato in 15 milioni di euro.










