
IL CALVARIO – Domani tornerà per la prima volta lì, proprio dove il mondo sembrò crollargli addosso un’altra volta, dopo il primo grave infortunio, quello subito a Napoli qualche mese prima. Conoscendo Strootman, darà subito una spallata a tutti i brutti pensieri, magari anche un calcio agli stessi ricordi. Un po’ però ci penserà, è inevitabile, anche se poi magari quel pensarci lì gli darà anche una extracarica per entrare in campo ancora più «cattivo», ancora più forte, ancora più voglioso di mangiarsi campo ed avversari. Esattamente quello che serve oggi ad una Roma priva di carattere, personalità, cattiveria agonistica. E Spalletti si aspetta anche questo da uno come lui, che ha la personalità e la capacità di trascinare i compagni durante la partita, anche nei momenti più difficili, quelli in cui si rischia di andare a fondo.
EXTRACARICA – Kevin tornerà quindi ad essere titolare dopo aver riposato giovedì scorso a Plzen, contro il Viktoria, in Europa League. Prima non ne aveva saltata una, percorso netto, cinque su cinque, anche se Spalletti aveva detto che gliene voleva far fare anche trenta di seguito. In realtà era un’iperbole ed il tecnico giallorosso era il primo a sapere che il rientro di Strootman deve essere gestito in modo intelligente, senza mandarlo in sovraccarico. Ecco perché in Repubblica Ceca l’olandese è rimasto in panchina, pronto a riprendersi il posto proprio nella trasferta di Firenze. Del resto, è vero che ha bisogno di giocare per tornare presto lo Strootman di un tempo, ma è anche vero che è anche la Roma ad aver bisogno che lui giochi il più possibile, proprio per la carica che sa trascinare in campo, oltre ovviamente alle sue qualità tecniche. Con Nainggolan e De Rossi al Franchi andrà a ricomporre il centrocampo migliore a disposizione di Spalletti. Pronto per dare una spallata anche a tutti quei brutti ricordi.










