
Il profilo di Gandini – dopo anni di Milan come direttore organizzativo e di incarichi dentro l’European Club Association (organismo riconosciuto da Uefa e Fifa che riunisce 214 società europee) – è quello che serviva per fare un passo avanti in tutte le questioni europee. Comprese le relazioni internazionali. Nainggolan, tra i tre, è quello che assomiglia di più a un caso. Il feeling con il nuovo c.t. del Belgio, lo spagnolo Roberto Martinez, non è mai scattato. Martinez, a differenza del predecessore Marc Wilmots, ha subito messo in chiaro che nella sua nazionale non sono ammessi fumatori, nemmeno occasionali (Wilmots aveva confessato che per il Ninja era sempre prevista in hotel una camera con balconcino). Lo ha escluso dalla convocazione per l’amichevole contro l’Olanda e la gara ufficiale contro l’Estonia con queste parole: «Nainggolan ha la necessità di trovare la sua migliore condizione con la Roma, per questo ho deciso di lasciarlo lavorare con il club».
L’ultima convocazione di Kevin Strootman con la nazionale olandese era coincisa con un doppio impegno che aveva mandato su tutte le furie Spalletti, che si era poi trovato un giocatore con una forte lombalgia. La polemica tra Spalletti e il c.t. Blind è arrivata a una tregua: Strootman potrà allenarsi e curarsi bene a Trigoria. Antonio Rudiger si era gravemente infortunato con la Germania poco prima dell’Europeo ed è appena tornato a giocare dopo l’operazione al ginocchio. Logico che il c.t. Loew non l’abbia convocato. Anche in questo caso un segno di rispetto per la Roma. Andrà in nazionale entusiasta Edin Dzeko. I suoi 12 gol hanno svegliato l’interesse dei cinesi del Tianjin Quanjian, allenato da Fabio Cannavaro. Si parla di un’offerta da 30 milioni di euro alla Roma per averlo subito e di un ingaggio da 15 milioni annui al giocatore. Ma a gennaio Salah partirà per la Coppa d’Africa e la Roma non può certo giocarsi lo scudetto con Iturbe titolare.










