
CHE AMICIZIA – Il club si coccola il bomber. Mentre prende solidità «campana» l’amicizia con Pisacane. Borriello di San Giovanni a Teduccio, il difensore dei Quartiere spagnoli. Intesa e reciproco sostegno: mix vincente per il tecnico e i compagni. I gol del napoletano sono perle e trampolino per la classifica, 26 punti, già interessante per una neopromossa. Marco torna all’Olimpico da ex. Dopo la Roma, per il globetrotter del pallone, altre avventure, altre goleade. Col Cagliari, il filo e le magie giuste. Animo caldo, emozioni nuove. Borriello ne ha viste tante. Ma apprezza la spiaggia del Poetto e la serenità di un ambiente poco invasivo. Un approccio meditato. Che aiuta e dà la forza per piazzare la bordata alle spalle di Szczesny. Anche per questo, nel posticipo è il terminale di un’idea di gioco che punta a ingolfare i big di Luciano Spalletti. Per Rudiger, Fazio e Manolas le amnesie sono vietate.
ENTUSIASMO – Con nove reti in campionato e 4 in Coppa Italia, Borriello vuole prolungare il filotto. «Marco ha avuto un calo legato anche al passaggio poco positivo della squadra. Non abbiamo avuto la forza di assecondarlo», rimarca Rastelli. Il passato. Il presente è un’organizzazione di gioco che lo sostenga. «Non sento i 34 anni, ho l’entusiasmo e la forza di un ragazzino. E so cosa non fare», ripete il cecchino dei sardi. Maturità, motivazioni e una certezza: con i Quattro mori alla Roma ha già segnato al Sant’Elia, 2-2 in rimonta. «La storia siamo noi», canta De Gregori. Quella del Cagliari vuole firmarla Marco Borriello.










