
COME VIERCHOWOD – Spalletti, dopo averlo allenato per sei mesi lo scorso campionato, ha chiesto fortemente la sua conferma, pur sapendo di avere in rosa anche Alisson. Szczesny è tornato a Roma con le idee chiare: «Sono molto felice, dopo una buona stagione ho avuto la possibilità di tornare e sono contento che l’allenatore mi abbia voluto. Spero che miglioreremo quanto abbiamo costruito nell’ultimo campionato per poter lottare per lo scudetto», aveva detto appena sbarcato a Fiumicino. Il polacco vuole lasciare un’impronta, prima di lasciare la città che lo ha conquistato e che ama girare con una jeep militare. Il suo obiettivo è lasciare Roma da campione d’Italia. Come fece Pietro Vierchowod, prestato da Paolo Mantovani a Dino Viola, restò in giallorosso una sola stagione, nell’82-83, il tempo di vincere lo scudetto e andare via.
SEVERO – Szczesny era stato protagonista anche nella rovinosa sconfitta della Roma contro il Torino, quando senza le parate del polacco il passivo poteva essere ancora più pesante. Il portiere era stato molto critico. Parole pronunciate anche nello spogliatoio prima della partita contro l’Inter: «Dobbiamo invertire la rotta perché così non andremo troppo lontano. Eravamo esposti al contropiede, non abbiamo giocato bene, ma rappresentiamo un grande club e siamo consapevoli di questo. Ci aspettano ora due big match contro Inter e Napoli, vincendoli potrebbe cambiare davvero tutto». Il primo la Roma lo ha vinto, grazie anche a Szczesny. E alla ripresa del campionato al San Paolo la squadra di Spalletti dovrà dimostrare di aver superato definitivamente i problemi incontrati in questo inizio di stagione condizionata da alti e bassi. La competizione con Alisson è durata un paio di partite, in campionato il polacco non è andato neppure una volta in panchina. Il brasiliano gioca in Europa League, in Nazionale ha confidato la sua delusione. Szczesny punta a diventare titolare anche in Nazionale. C’era riuscito all’Europeo, ma poi un infortunio ha restituito il ruolo di primo portiere a Fabianski. Quando è tornato alla Roma Lobont gli ha ceduto la maglia numero uno. In segno di rispetto e di amicizia. Il romeno è stato prezioso con i suoi consigli appena arrivato a Roma. Con Alisson c’è un rapporto molto cordiale e professionale, ma tra due portieri in competizione non potrà mai esserci una vera amicizia.










