
Solo che, come capita praticamente sempre, il gol di Dzeko è stato subito vanificato dalla ennesima dormita della difesa giallorossa, con l’evitabilissimo gol del pareggio di Zeman. Brutta faccenda: dopo meno di venti minuti, insomma, in Casa Roma già la certezza di non riuscire a mantenere la porta inviolata. Un neo che ormai è diventato un difetto, anzi un vizio strutturale: la Roma continua a passare in vantaggio (13esima volta stagionale, contro il Viktoria) e pure a beccare gol. La squadra di Luciano Spalletti in questa stagione non ha mai vinto per uno a zero, eppure il regolamento, anche quello internazionale, non lo vieta. Il Sellerone de Noantri, però, ha pensato bene di riportare la Roma in vantaggio e di mandare un altro cioccolatino a quelli del gruppo “Edin Dzeko è un pippone”. Nell’occasione con un colpo di testa alla Pruzzo (sì, proprio alla Pruzzo). A seguire la rete da giocoliere di Perotti e il tris del bosniaco (con salutino a quegli amichetti…), verissimo e al tempo stesso falso nueve. Morale della favola: Roma ancora una volta capace di fare quattro gol (ma quanti se ne sono pappati?) e di beccare il solito fischione degli avversari. Tutto è bene quel che finisce bene, recitava un vecchio proverbio: non c’è dubbio ma, ne converrete, sarebbe meglio campare con un filo di batticuore di meno. E, ovviamente, con la porta sbarrata.










