
Come avere stadi sicuri? «Problemi di terrorismo a parte, evidentemente i biglietti nominativi, la tessera del tifoso non sono bastati a tenere lontano chi va allo stadio non per godersi, come la maggior parte dei tifosi, il gioco in campo».
Ci vuole più repressione? «Daspo e firme in questura non sembrano essere bastate in questi anni ad evitare scontri e disordini. Il problema è più complesso, è anche culturale. Bisogna capire chi va allo stadio e perché ci va, bisogna lavorare in modo che genitori e figli possano guardare in sicurezza la squadra del cuore» .
La sua prima volta sugli spalti? «Da bambino per Verona-Lazio, finita 2-2. Mi ricordo i tamburi, i cori, una confusione pazzesca, mi spaventai per il caos, il rumore, la folla».









