
Di sicuro la discussione continua per la sua strada in conferenza dei servizi in Regione dove al momento è analizzata l’idea originaria che prevede intorno allo stadio giallorosso tre torri. Venerdì è in programma un altro vertice in Comune tra Frongia e il club di Trigoria: quale sarà la linea pentastellata sullo stadio?
LE PAROLE In questo caos, una notizia è arrivata dalla consigliera regionale del M5S, Silvana Denicolò: «In Comune stanno lavorando alacremente ad una nuova delibera sullo stadio». Significa rivedere quella del 2014 sulla pubblica utilità presentata dall’allora giunta Marino e approvata in consiglio comunale. E quindi procedere a un dimagrimento dei volumi, in cambio di meno opere pubbliche a carico dei costruttori.
Il tutto, dunque, con un nuovo passaggio in Aula Giulio Cesare. Perché, come nota la grillina, «lo stadio della Roma rappresenta solo il 15/20% del progetto complessivo». Il resto, come urlavano i pentastellati in campagna elettorale, sarebbe «una speculazione edilizia, e noi diremo no».
LA MAGGIORANZA Il presidente della commissione capitolina Trasporti Enrico Stéfano prima dice che «ci saranno dei ritocchi» sul progetto originario «cose da rivedere insieme alla società». Ma le cubature vanno ridotte? Il consigliere veterano dice di sì. Con questa formula un po’ politichese: «Ci sono diverse ipotesi sul tavolo, non solo quella. L’ipotesi di mantenere la versione originaria non è quella maggioritaria, ma tutte le ipotesi restano sul campo».
Il vero problema sono i tempi e soprattutto i modi. L’iter è comunque incardinato in Regione, che a febbraio dovrebbe chiudere la conferenza dei servizi. Nel M5S c’è anche chi pensa di cambiare in corsa il progetto in quella sede. Anche se in molti sono consapevoli del contrario: occorre prima passare da una nuova delibera sulla pubblica utilità e quindi serve un accordo con Parnasi-Pallotta per tracciare un tratto di penna sul primo progetto.










