
Il passare degli anni non ha tolto a Totti né le responsabilità né il coraggio. L’Olimpico è impazzito il 20 aprile 2016 quando il suo Capitano è entrato sul 2-1 per il Torino al- l’86’: al primo pallone toccato ha pareggiato, all’89’ ha segnato il rigore del 3-2. Stessa storia mercoledì sera, nel quarto di finale di Coppa Italia contro il Cesena. Rigore al 97’ – molto dubbio, in verità – e sul dischetto ci va lui. «È stato uno dei rigori che ho sentito di più in carriera. Ai supplementari sarebbe stata dura: avevamo fatto tutti i cambi e in quattro o cinque avevamo i crampi. Ma ero concentrato e sicuro di segnare». Un pallone che pesava 100 chili. «Le gambe non arrivano più dove vorrebbe la testa», aveva detto il presidente James Pallotta in una delle sue uscite più infelici. E invece le gambe di Totti fanno correre anche quelle degli altri.
È paradossale. A Roma c’è chi lo discute e la Uefa lo omaggia sul suo profilo ufficiale Instagram, dove è stata pubblicata una foto che ritrae il capitano della Roma festeggiare dopo il gol contro il Cesena. La didascalia dice tutto: «Il re di Roma è ancora forte a 40 anni!». Come l’amico Roger Federer, che non ha avuto certo paura nel quinto set della finale degli Australian Open contro Nadal, Totti ha fermato il tempo. Ci voleva coraggio a tirare quel rigore, anche se naturalmente non è piaciuto al presidente del Cesena, Giorgio Lugaresi: «Totti ha detto che il calcio di rigore era netto! Un’assurdità. Ho capito solo dopo qualche istante che il grande Francesco stava solo provando un nuovo spot pubblicitario dove interpreta, in questo caso piuttosto bene, Pinocchio!». Totti è abituato alle battute, sarà stato il primo a ridere.
Musi lunghi, invece, per Perotti e Jesus, che soffrono per i problemi muscolari alla coscia destra. Si sottoporranno domani a esami strumentali, dopo essere usciti dal campo anzitempo mercoledì sera. Preoccupa soprattutto il fantasista argentino, che da tempo gioca in condizioni non perfette.










