
Perchè di questo patrimonio ci si accorge solo ora? “Di aree di grande pregio a Roma ce ne sono tante, sconosciute ai più, che però in sè mantengono un grandissimo valore -ha spiegato Rutigliano-. A nord c’è l’ansa dell’aeroporto dell’urbe, poi c’è quella di Saxa Rubra. Queste aree sono abbandonate, in attesa che la città, crescendo civilmente, sia in grado di costruirsi lungo il Tevere il suo parco fluviale come hanno già fatto da decenni tutte le capitali europee”.
Sullo Stadio della Roma… “Governare una città è difficile, però è anche un gesto di coraggio. Se si vuole fare lo stadio della Roma, il Comune ha anche altre aree, tra cui quelle del mini Sdo di Pietralata che sono in posizione ideale per accogliere uno stadio. In Inghilterra gli stadi sorgono all’interno di quartieri già esistenti. Il Comune va dal costruttore e gli dice: se io ti cedo quest’area di mia proprietà e tu ci fai lo stadio, tu mi cedi l’ippodromo e me lo rimetti anche a posto. E così avremmo fatto due regali alla città. Questo significa governare. Poi ci sono altre due aree lungo la Palmiro Togliatti. Gli stadi isolati in aree nuove non servono a niente, devono essere arricchimento per la città. Noi ne vogliamo due, uno per la Lazio e uno per la Roma. Uno stadio portato in periferia, rinnova quella periferia”.










