
SENZA MOMO – Allargare la base vuole dire chiedere al mercato un paio di rinforzi e limare uno dei difetti principali che la Roma ha mostrato nell’ultimo periodo. È il primo gradino da superare. Come sarà una squadra senza Salah? È il calciatore più pericoloso della rosa (47 occasioni create), più decisivo per il suo modo di giocare, più incisivo se è vero che ha la percentuale più alta di realizzazione in base ai tiri tentati (il 58%). Senza di lui da titolare la Roma ha giocato tre partite, segnando in totale 3 gol. Con lui dall’inizio, la media è di 2,76. Ergo: ora che l’egiziano va in Coppa d’Africa, Spalletti deve costruire una squadra che sappia trovare sbocchi offensivi di livello anche senza Salah. Magari convincendo El Shaarawy e/o Perotti che non è reato punito dal codice civile giocare in fascia destra.
GLI «ACQUISTI» – Secondo step, mirando alla luna: escluso Fazio, uno dei top per rendimento, per motivi diversi Spalletti ha avuto poco o nulla dalla campagna acquisti estiva che recita così: Gerson, Juan Jesus, Bruno Peres, Alisson, Mario Rui e Vermaelen. Come giocare con l’handicap. E l’handicap, per puntare alla luna, va il più possibile annullato. Ecco perché il prossimo obiettivo di Spalletti è quello di mettere in campo il mercato «invisibile», allungando la rosa e rendendo utili alla causa chi finora lo è stato poco o nulla.
TIFOSI – E l’ultimo step è fuori dal rettangolo verde. Spalletti ha iniziato il 2016 dicendo, nel giorno della sua prima conferenza pre partita, «secondo me domani la curva sud viene allo stadio». E l’ha chiuso andando ad esultare sotto lo spicchio dei tifosi più calorosi. In mezzo, tanto gelo e una presenza media effettiva allo stadio poco sopra le 20 mila presenze. Eppure la Roma viaggia a punteggio pieno in casa. Ma al netto delle polemiche sulle barriere, riempire nuovamente l’Olimpico quella sì che, deunaffare, sarebbe una soddisfazione e una spinta ulteriore a prendere la penna in mano a marzo.










