
Rastelli non è della stessa opinione e timidamente reclama: «Dzeko ha sfruttato la sua fisicità, c’è l’arbitro che ha convalidato e vuol dire che non ha riscontrato nessuno fallo. Rispettiamo la sua decisione, ma dalla mia postazione sembrava si potesse fischiare». Forse un po’ cattivo lo è stato Edin nell’occasione, perché poteva cadere, molle, a terra, e invece ha resistito e si è buttato sul pallone, è andato a caccia del 14 esimo gol in campionato. Uno in meno del capocannoniere Icardi. Ma i 20 complessivi glieli invidia anche Ronaldo, fermo a 18. Lare te di Dzeko è bastata per i tre punti e in A è da tre partite di fila che la Roma fa 1-0: «Si può vincere anche così. Ovvio che non è sempre possibile, ma non subiamo più tiri in porta ed è molto importante. Scudetto? Pensiamo solo a noi stessi, vinciamole tutte e poi si vedrà». Mentre nasce il carisma del leader nel bosniaco, dietro cresce una retroguardia -muro che permette anche a Rudiger di salire e proporsi in avanti: «Sono felice – ha detto il tedesco – per l’assist a Dzeko, ha bisogno di fare gol. Restiamo in scia Juve». Pure senza innesti dal mercato, e pare che per Spalletti non sia affatto un problema: «Ho detto alla società che stiamo bene così, anzi va mandato Seck a giocare. Si può fare a meno degli acquisti, sono passate 4 giornate e con Nainggolan abbiamo trovato un equilibrio. Poi ora stanno per tornare Florenzi e Salah, in caso dovevamo agire prima». Sulla corsa scudetto ha ampie vedute: «Più che a due è a sette-otto, c’è l’Inter che sta salendo, Milan, Napoli e tante gare. Il cammino è lungo, bisogna stare sul pezzo e portare sempre a casa il risultato. Pur non facendo una partita brillantissima col Cagliari, abbiamo trovato le misure e la squadra non si è fatta prendere dal panico. E i conti si fanno alla fine».










