
SIRENE CINESI – Lucio (come lo chiamano gli amici) riflette e la sua decisione sarà molto ragionata, forse sofferta. E potrebbe essere spinto a lasciare, anche se dovesse vincere. Alla guida della Roma ha eguagliato il record di punti nell’anno solare che gli apparteneva (2006), ma non gli basta. Oggi è considerato uno dei migliori allenatori in circolazione, manager internazionali gli fanno la corte per proporgli ingaggi faraonici all’estero, per proporgli una nuova avventura lontana, dopo quella in Russia. Un procuratore a lui molto vicino gli ha parlato spesso della Cina, lo scorso anno aveva avuto qualche contatto, prima di dire sì alla Roma. Lì girano soldi che in Italia non sono nemmeno immaginabili e Spalletti, uomo generoso che paga sempre lui al ristorante, anche quando invita gli amici al migliore ristorante di pesce della Capitale, dopo un triennale potrebbe decidere di ritirarsi definitivamente nel suo resort. La Roma che gli hanno affidato gli piace, i problemi ci sono, è inevitabile, «altrimenti non si perderebbe una partita». Ma sono i limiti di tutte le squadre: spesso per mancanza di esperienza, altre volte perché manca un po’ di cattiveria, difetti ai quali si aggiunge qualche personalismo a volte troppo marcato. Su questo all’inizio si è scontrato con Totti, ma non ce l’ha con lui, bensì con chi lo usa e non lo mette nelle condizioni di preparare il suo futuro da dirigente.










