
Che Spalletti preferisca i calciatori esperti non è certo una novità: in una delle sue prime interviste nella scorsa stagione espresse il suo rammarico per non aver potuto allenare qualche anno fa Maicon e Keita, incrociati al termine della loro carriera. All’arrivo di Vermaelen, Fazio (29) e al ritorno di Szczesny (26), insomma, fanno da contraltare le partenze già ufficializzate di Sanabria e Ponce (passato al Granada in prestito) e quelle probabili di Sadiq (a segno ieri con la nazionale nigeriana nella gara d’esordio delle Olimpiadi) e Ricci (ha convinto il tecnico ma Atalanta e Crotone lo richiedono con insistenza). Gerson, per investimento e talento, è l’eccezione che conferma la regola.
Non è un mistero nemmeno che, se dipendesse da lui, Spalletti affiderebbe il centrocampo a Borja Valero, che a gennaio compirà 32 anni, invece che a Paredes, quasi dieci anni più giovane, del quale ha comunque scoperto e apprezzato le qualità. L’argentino resta un pallino di Sabatini, ma davanti ad una offerta superiore ai 20 milioni il d.s. potrebbe cedere, e reinvestire quei soldi per provare a prendere lo spagnolo della Fiorentina. Non subito, probabilmente, ma dopo il preliminare di Champions, quando saranno più chiare anche le disponibilità economiche della società. Prima bisogna superare il Porto – il 17 andata in Portogallo, il 23 ritorno all’Olimpico – uscito ieri dall’urna di Nyon: un avversario non agevole, ma nemmeno impossibile.










