
IL FUTURO – Ecco perché non se la sente di sbilanciarsi. «A dire il vero vorrei saperlo anche io quale sarà il mio futuro. La verità è che tutto è nelle mani di Wenger, l’allenatore e l’uomo al quale ho affidato la mia carriera fin da quando ho 16 anni. Nel mio contratto non ci sono clausole o opzioni di acquisto da parte della Roma. La decisione spetta a lui. Sono contento che due club così si contendano le mie prestazioni: uno che mi vuole tenere e l’altro che vuole che torni». Se dovesse lasciare la Roma, vorrebbe però farlo con un trofeo. «Abbiamo ambizioni altissime e non ci accontentiamo del 2° posto. Abbiamo una rosa che ci consente di giocarcela con la Juve, dobbiamo superarci». Lui lo sta facendo. Tra i portieri che hanno giocato tutte le partite dell’andata, è quello con la miglior percentuale di parate (78.3%): «Quella più difficile è stata quella del primo tempo a Genova su punizione: puro istinto, una di quelle difficili da preparare in allenamento».










