
COME CI ANDREMO? – Davvero il Comune vuole intestarsi (evidentemente agli occhi degli elettori grillini) una trattativa che ha il solo scopo di ridurre la cubatura totale del progetto, tralasciando che verrebbero sforbiciate anche parti di quelle infrastrutture cui è legata la pubblica utilità dell’opera? Davvero sarà un’amministrazione a Cinque stelle a ridurre i servizi per la città? Via una torre. Forse addirittura due. Magari tagliamo anche qualche piano. E in cambio, concediamo ai proponenti di cancellare un viadotto qui e un ponte carrabile lì. Intanto, non prolunghiamo più la metro B, forse, un giorno, chissà, rafforzeremo la Roma-Lido. Lo stadio, però, si fa, così come è stato concepito, perché è impensabile che Pallotta e soci ne accettino una versione più light, da venti o trentamila posti, giusto? Quindi, la domanda che a questo punto si fa anche un bambino: come ci andremo a vedere la Roma? Con la propria macchina, ovvio. Finendo regolarmente inghiottiti dal traffico della via del Mare.
VIA LE LUCI – Solo un’anticipazione giornalistica? Intanto, ieri il vicesindaco Daniele Frongia, che da consigliere all’opposizione fu il più critico nei confronti del progetto Tor di Valle, ha raccontato di aver «fatto il punto con Berdini» e di aver deciso di riunire «tutte le valutazioni degli uffici comunali in un unico documento che manderemo alla Roma entro sabato». Poi, ha ribadito che «il prolungamento della Metro B non si può fare, è una criticità che affronteremo in Conferenza di servizi regionale». «L’unico luogo dove i proponenti del progetto Stadio della Roma-Tor di Valle – si legge in una nota ufficiale – dialogheranno con le istituzioni e riceveranno commenti sul progetto, come prevedono le leggi e le procedure in materia. Le ricostruzioni della stampa su possibili modifiche al progetto non necessitano ulteriori commenti». Già, meglio lavorare sottotraccia.










