Non solo Totti. Francesco, la storia vivente della Roma, non sarà sufficiente ad appagare quel desiderio – molto americano e parecchio romanista – di fare le cose in grande nel momento in cui sulla cresta dell’entusiasmo si può navigare come su un’onda nel surf. I Friedkin, in vista del centenario e con la Champions come vetrina, vogliono rinsaldare il legame con i tifosi e proiettare il club nel firmamento del grande calcio.
Storia e competenze, d’ora in avanti, non saranno in antitesi l’una alle altre, bensì convergenti verso gli stessi interessi: una Roma più forte, a partire dalle figure dirigenziali, e una piazza che si identifichi sempre nei suoi valori. Così a Trigoria c’è chi fa con insistenza il nome di Giuseppe Giannini per un ruolo nel settore giovanile: è il capitano di un’altra generazione, quella precedente ai fan di Totti, il fantasista che lo stesso Francesco considerava come idolo. Giannini è rimasto legatissimo all’ambiente e alla squadra, (…) tornerebbe di corsa e volentieri in quella che considera casa.
Il Principe, 436 partite con la maglia per cui ha sempre tifato, oggi responsabile del settore giovanile dell’Albalonga, potrebbe tornare con un incarico di direzione tecnica all’interno del vivaio. Della questione si occuperebbe direttamente Ryan Friedkin, quando tornerà a Roma. Per il ruolo di nuovo responsabile è stato già individuato Frara, in uscita dal Frosinone, eppure per un club che intende fortificare sempre di più la cosiddetta “cantera”, (…), potrebbe essere utile anche una figura riconoscibile a tutte le latitudini e con un passato che pesa.
Totti ricomincerà come ambasciatore dei 100 anni, anche se il suo ritorno in società diventerà il preludio a incarichi sempre più prestigiosi come vorrebbe pure Gasperini, che gli riconosce una competenza tecnica fuori dall’ordinario. Il ritorno delle bandiere al Fulvio Bernardini è un tema che allo stesso Gasp sta molto a cuore. Ne ha parlato spesso con Friedkin Jr e prima del derby, (…), aveva dato un indizio in questa direzione: «Quello che rappresentano anche certi giocatori del passato è un qualcosa che le società di calcio si portano dietro e che trasmettono. E che la proprietà presente qui può assaporare ancora meglio e può legarla ancora di più».
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. Marota











