
I giallorossi hanno ascoltato le offerte/richieste di Chelsea, United, Inter e lo scorso gennaio ha bussato pure la Cina. Una riflessione è sempre stata fatta e lo stesso accadrà (eventualmente) quest’estate. Né la società né il tecnico lo ritengono un incedibile, mentre i tifosi lo rincuorano: «La Roma sarà la tua Nazionale». Della serie: proviamo a vincere insieme. Il futuro del giocatore non è così chiaro, lui nella capitale sta benissimo e, come ripete spesso, è lo stile di vita ad interessarlo più dei soldi, ma a 30 anni potrebbe essere il momento dell’ultimo contratto importante. La porta in faccia della Nazionale non sembra averlo abbattuto e riesce pure a sdrammatizzare: «Sono nel Guinnes dei primati: l’unico giocatore a cui non è stato permesso di andare al Mondiale per due volte di fila. È talmente incomprensibile che riesco già a riderci su. Meritavo di esserci». Anche il modo scelto da Martinez per comunicargli la decisione ha fatto discutere: «È venuto a Roma a dirmi: “Se fossi un allenatore di club, costruirei una squadra su di te. Ma in nazionale non è possibile”. Pensava che mi sarei comportato male in panchina e ha avuto paura di avere problemi portandomi in Russia».
Una scelta dovrà farla anche l’Uefa il 31 maggio sui fatti di Liverpool: dopo quello sul ritorno, aperto un procedimento disciplinare per la semifinale d’andata. Ha detto sì a Veronica, invece, Pellegrini nella chiesa di San Giovanni e Paolo al Celio: presenti i compagni di squadra De Rossi, Florenzi ed El Shaarawy.










