
NUMERO UNO – Sentite Szczesny, sempre sorridente, a tratti flemmatico mentre parla con i giornalisti del suo Paese in una conferenza a quattro voci. Tra una domanda e l’altra, tanto per dimostrare che l’evento non lo entusiasma, giocherella con il telefonino, a testa bassa. Poi risponde, nella sua lingua: «Non mi pare di aver ancora saltato una partita di campionato. Ho saltato la partita contro l’Astra Giurgiu come tre quarti della squadra. E’ bello scrivere “Szczesny è andato in panchina in Europa League”, sicuramente più bello che scrivere “Szczesny è andato in panchina in Europa League come tre quarti della squadra per riposare invece di giocare una partita già vinta”… Non c’è nessun problema tra me e la Roma, io sto benissimo e sono soddisfatto».
L’ALTRO – Sarà pure soddisfatto, Szczesny, ma non sembra contento. E può esserlo ancora meno il rivale Alisson, preso quasi un anno fa con l’idea di giocare titolare e nei fatti relegato al ruolo di portiere di notte: per l’Europa League e più avanti la Coppa Italia, poi, nemmeno per la Champions. Di questo passo Alisson rischia di perdere il posto nella nazionale brasiliana e confessa le sue perplessità. «Spalletti non ha mai detto che io sarei stato il portiere delle coppe e Szczesny quello del campionato – ha detto a “Lance” – Ma nei fatti sta succedendo questo. Quest’alternanza per me non è proprio un bene: all’Internacional giocavo molto più spesso, così si fatica di più a migliorare.
Per fortuna in nazionale ho più spazio…». Sul suo ambientamento Alisson spiega: «Non ho trovato grandi differenze nella preparazione, quindi mi sono adattato bene nonostante i problemi con la lingua. Semmai la novità per me è la preparazione tattica della partita, molto più accurata soprattutto sulla fase difensiva. Speriamo, come squadra, di dare fastidio alla Juventus che in Italia è la grande favorita per lo scudetto. Ma c’è anche la possibilità di vincere una coppa che sarebbe importante per il nostro club».
SCENARIO – Spalletti sull’argomento è sempre stato deciso: «Gioca chi sta meglio, posso cambiare tutti i giocatori e anche i portieri. Il calcio è cambiato». La società è convinta che non esista alcun caso, anche perché i rapporti tra i due professionisti sono ottimi. Ma il disagio adesso è pubblico e bilaterale, tra irritazione e delusione: all’allenatore il compito di gestirlo a partire dalla prossima settimana.










