Lo strappo tra Ranieri e Gasperini non è sanabile. Lo ha ormai capito pure la famiglia Friedkin che però non interviene. Prende tempo, più indecisa che mai, almeno agli occhi della piazza. Il gelido silenzio non fa però bene alla Roma. Da settimane si perde tempo sulla programmazione e, lasciando in sospeso il contrasto interno e rinviando ogni mossa dopo la fine del campionato (24 maggio), c’è il rischio di compromettere anche la prossima stagione. Ryan, durante la lunghissima conference call di martedì sera, ha comunque ribadito la fiducia, la sua e del papà Dan (…), a Gian Piero. Che però avrebbe voluto qualche certezza in più sulla restaurazione interna. I Friedkin gli hanno garantito che sarà ascoltato. Tra quaranta giorni, però. La proprietà non vuole dare subito la spallata. A meno che Claudio confermi quel «se non mi ascoltano, potrei anche farmi da parte» detto a Sky e Dazn.«Non parli dell’Atalanta».
L’attualità riporta all’unica replica, diretta e anche spigolosa, di Gasperini a Ranieri, dopo l’attacco di venerdì in diretta tv del senior advisor, proprio sull’ex squadra dell’allenatore. Claudio aveva appena chiarito che Gian Piero era stato scelto proprio per riproporre quanto fatto dall’allenatore con la Dea e cioè «partire con i giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici». Gasperini ha chiarito, cancellando la tesi di Ranieri: «Non ho lavorato, dall’inizio, solo con i giovani. E sono arrivati subito i risultati». La partita contro l’Atalanta ha insomma un significato grande così per Gian Piero. E non solo per il botta e risposta con Claudio. È il match più impegnativo degli ultimi sei di questo finale di campionato. Fondamentale nella volata Champions. In più Gasperini non dimentica il trattamento ricevuto all’andata dai suoi vecchi dirigenti. L’accoglienza in grande stile per il ritorno a Bergamo dopo 9 stagioni – come promesso dalla famiglia Percassi – non c’è stata. Anzi ha percepito freddezza e distacco.
FONTE: Il Corriere dello Sport











