
Ai magistrati affida un ricordo: «E’ uscito un articolo sull’Espresso e Luca Parnasi e Gianluca Talone parlavano e mi sembravano piuttosto preoccupati. Ho chiesto a Talone il quale mi ha detto che non poteva parlarmene – spiega – Ho poi saputo da Mangosi che sarebbe uscito un articolo per alcuni finanziamenti fatti alla Lega. Tutti erano in subbuglio e se non ricordo male Gianluca avrebbe dovuto parlare con qualcuno dei beneficiari. lo ho pensato che quel finanziamento non poteva essere fatto. La situazione si è poi risolta e il giorno seguente erano tutti molto tranquilli». Ai pm la testimone ha confermato il rapporto con San Mauro e quello con il direttore della Soprintendenza archeologica di Roma, Francesco Prosperetti, ma «solo per le lettere inviate in relazione alla Tribuna di Tor di Valle».
Ha contezza dell’agenda di Parnasi. Fogli che raccontano 3 appuntamenti con l’ex consigliere regionale Adriano Palozzi. E spiega: «Non mi risultano erogazioni liberali in favore di Palozzi». Michele Civita invece al gip ha ammesso che «il mio errore di aver chiesto a Parnasi di aiutare mio figlio per intraprendere un’attività professionale, per me la vicenda dello Stadio era chiusa». Al Dg della Roma invece i pm hanno chiesto dell’avvocato Lanzalone: «Ci è stato presentato dall’amministrazione comunale, e specificamente dalla sindaca, come il loro consulente che si occupava degli aspetti tecnico amministrativi del dossier stadio, e in tale qualità guidava la delegazione del Comune». Lanzalone si sarebbe interfacciato con la società «fino al momento in cui è stato arrestato era lui il nostro interlocutore per conto del Comune». Una versione simile a quella fornita dal Dg del Comune Franco Giampaoletti.
Arrivano le prime ammissioni. Luca Caporilli, uno dei più stretti collaboratori di Luca Parnasi, ieri ha risposto per oltre sei ore alle domande del pm Barbara Zuin. Recluso da una settimana nel carcere Regina Coeli con l’accusa di far parte di un’associazione a delinquere guidata dal costruttore che vuole realizzare il nuovo stadio della Roma a Tor di Valle, Caporilli ha ammesso che Parnasi foraggiava i politici di tutti gli schieramenti (5 Stelle compresi), con l‘obiettivo di farseli «amici» e di ottenere da loro vantaggi che potessero tornare utili ai suoi progetti imprenditoriali. Il funzionario della società Eurnova, assistito dagli avvocati Pierpaolo Dell’Anno e Michelangelo Curti, ha confermato anche la tesi della Procura sul ruolo di Luca Lanzalone: «Per noi il referente del Comune era lui. Alle 4-5 riunioni in Campidoglio a cui ho partecipato, era sempre presente Lanzalone». Secondo quanto accertato dai carabinieri del Nucleo investigativo, Caporilli, nell’ambito del progetto sullo stadio, «curava per conto del capo, i rapporti con le figure professionali ingaggiate per la mediazione illecita con i funzionari della Sovrintendenza e del Mibact, ovvero nel gestire le operazioni corruttive riguardanti Daniele Leoni, Paolo Ferrara, Giampaolo Gola e Luca Lanzalone».










