
IL FLOP DEL BANDO – Operazione piuttosto travagliata, per l’amministrazione Cinquestelle, che fin dalla campagna elettorale del 2016 ha promesso di salvare questa azienda controllata con il 51% dal Comune di Roma e per il resto da privati. La giunta grillina l’anno scorso ha bandito una gara a doppio oggetto, ma la procedura è stata bocciata a gennaio dal Tribunale amministrativo del Lazio. La gara è stata ritirata in autotutela dopo i rilievi sollevati dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato e, a quel punto, l’amministrazione di Roma ha avviato l’iter per una nuova versione della gara. Resta in bilico il destino dei quasi 4mila dipendenti, tanto che i sindacati hanno parlato del caso Multiservizi anche durante la protesta in piazza del Campidoglio di inizio giugno.
ACCESSO AGLI ATTI – Sul ruolo di Lanzalone in Multiservizi vuole vederci chiaro anche l’opposizione. Fratelli d’Italia, con il consigliere Francesco Figliomeni, ha detto di avere «presentato al Sindaco Raggi, al Segretario Generale Mileti e al Direttore Generale Giampaoletti una dettagliata richiesta di accesso agli atti per conoscere quali sono state le questioni trattate dall’avv. Luca Lanzalone per conto dell’Amministrazione Capitolina». «Su Multiservizi, Atac, Ama, Ipa di chi erano i veri indirizzi politico-amministrativi?», si chiede il capogruppo dem,










