
Perché la Roma, con l’amichevole di ieri a Frosinone, contro l’Avellino secondo e ultimo test in Italia abbassa il sipario sul ritiro di Trigoria, chiudendo le quasi due settimane di lavoro pre-campionato nella capitale, prima della partenza perla tournée a stelle e strisce, prevista per domani. La seconda amichevole, dopo il successo a Latina di una settimana fa (9-0), stavolta termina in pareggio, 1-1 (l’Avellino segna nei minuti di recupero), rete di Schick, entrato nella ripresa, al suo quarto gol in due amichevoli. Di Francesco ribadisce di avere le idee piuttosto chiare, schierando nuovamente il 4-3-3 (out Florenzi per il setto nasale rotto e Lorenzo e Luca Pellegrini) su cui sta lavorando ossessivamente in questi giorni. Parte con Dzeko centravanti, El Shaarawy e Kluivert ai suoi lati, proprio in attesa di cominciare in America l’inserimento a destra di Malcom. In porta, in attesa di Olsen, Mirante nel primo tempo, Fuzado nella ripresa.
Ha seguito la partita da lontano, Pallotta, dopo aver saputo di esser stato sospeso dall’Uefa per 3 mesi dalla possibilità di entrare nell’area tecnica, nel tunnel e negli spogliatoi nelle gare di Champions. Il presidente giallorosso, che intende fare ricorso avverso questa decisione perché ritiene di non averle dette pubblicamente, aveva rilasciato dichiarazioni dure nei confronti della direzione arbitrale dopo Roma-Liverpool. «È inaccettabile quello che abbiamo visto le sue parole la Var è indispensabile in Europa, se ne sono accorti tutti, tranne gli ufficiali di gara di quello che è successo in campo». Ironica sui social la risposta di Pallotta: «Dove potrò fare il mio massaggio pre-partita?».










