
A un certo punto, anzi, due, si è sostituito a Olsen “parando” i tentativi dei nerazzurri che erano due gol fatti. Un 1-5 sarebbe stato troppo, per quel primo tempo orribile che ha fatto avvelenare tutti, primo Di Francesco. Che forse si è avvelenato un po’ anche con se stesso per aver concesso ai due giovani centrocampisti dal futuro certo, Cristante e Pellegrini, la chance – tradita – di entrare dalla porta principale nel cuore del gioco. Con De Rossi a vegliare su di loro, d’accordo. E nel giorno in cui è volato via il loro principale concorrente per una maglia da titolare per adesso e per tanti anni, volendo, Kevin Strootman da Ridderkerk (Olanda), cinque anni nella Roma e leader rispettato dello spogliatoio di Trigoria. Daniele ha lavorato anche per loro due, lunedì sera, non soltanto quando ha dovuto tappare buchi, ma gli avrà dato una pacca sulle spalle alla fine del primo tempo, quando il tecnico romanista avrà sbraitato, certamente non solo contro di loro, ma almeno contro «otto giocatori». Una pacca sulle spalle, sì, e una mano per rimboccarsi le maniche, già da ieri, quando gli uomini di Di Francesco si sono ritrovati tutti insieme a Trigoria. Perché Bryan e Lorenzo non sono quelli che abbiamo visto contro la Dea. E questo dev’essere sottolineato in giallorosso.
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