
Di Francesco insomma cerca di spiegare come le contingenze, gli infortuni e gli stravolgimenti lo abbiano costretto spesso a giocarsi le carte dei pia giovani, fossero Luca Pellegrini, Kluivert o Coric, rischiano molto più del dovuto. I giovani impreziosiscono le squadre ma sono anche purosangue da domare. Pure un ritardo di Zaniolo, Luca Pellegrini e Under alla riunione tecnica prima di giocare con la Spal può far perdere in pazienza. Lo scorso anno la Champions servì da moltiplicatore di fiducia ed entusiasmo. Oggi, anche se le possibilità sono intatte sia pure dopo la batosta di Madrid, non ci sono la stessa sicurezza e la stessa spavalderia. II Cska è una variabile impazzita, ha battuto il Real, in campionato e in posizione più che dignitosa, e nell’ultima partita ha vinto con due gol di Nikola Vlasic (fratello di Blanks, grande olimpionica russa dell’atletica) e di Chalov che ha fatto gol di tacco. Il portiere Akineev, almeno, è squalificato.
II travagliato e criticato Di Francesco, “tormentato dai troppi alti e bassi” dice, stavolta non dovrà fare invenzioni. Il recupero di Manolas, Kolarov e De Rossi gli consentirà di stringere i bulloni a un’impalcatura storta e incerta. Pastore stavolta non sarà l’incognita: non sta bene, non entra i convocati. Servirebbero certo i gol di Dzeko, altro mistero, i gol sbagliati a porta vuota, un’evidente insofferenza alla situazione. “Quando si perde – dice Di Francesco – i migliori sono i giocatori che stanno in panchina. E gli allenatori quell che stanno a casa sul divano”. Almeno su questo, non ha torto.










