
Sarebbe un’occasione più unica che rara, visto che in 15 mesi ha potuto ricoprire quel ruolo, lontano dall’ombra di Edin, appena 7 volte con un bilancio di 3 vittorie, 2 pareggi, 2 ko e un solo gol segnato (nella sconfitta per 2-1 col Torino). La sfida da ex con la Sampdoria l’ha giocata in parte – la mezz’ora finale – l’anno scorso, ma e stata una rete al 91′ di Dzeko a permettere al giallorossi di strappare almeno un punto. Quella di domani sarebbe per l’attaccante ceco la presenza numero 35 in giallorosso e uguaglierebbe così quelle fatte in una stagione con la Samp, con la differenza che in blucerchiato aveva realizzato 13 gol e 5 assist, qui è fermo a quota 3 centri e quest’anno, dopo un precampionato benaugurante, non è ancora riuscito a sbloccarsi. Perché? Secondo Dzeko “deve fare di più in allenamento e in partita, oltre ad essere un po’ più fortunato….”, per Jesus “deve pro vare ad avere un carattere più forte. Per me è un grandissimo giocatore”.
A Genova lo sanno bene e, se dovesse tirar fuori un po’ del classico veleno da ex (anche se non si è lasciato male con la Samp) potrebbe tornare a pungere, come promette di fare Defrel: “Dimostrerò che giocatore sono”. Cosa che non è riuscito a fare in giallorosso. La sfida tra attaccanti a maglie invertite sa di nostalgia, ma guarda al futuro con la voglia di riscatto. Schick ha un’occasione d’oro, accanto a lui – se Dzeko andrà effettivamente in panchina – ci sarà uno tra Kluivert ed El Shaarawy a sinistra e a destra Under, più sicuro di una maglia col ritorno in difesa di Florenzi. Con Manolas o Fazio o Jesus, a centrocampo Nzonzi e Pellegrini non si muovono, il ballottaggio è tra Cristante e Zaniolo. De Rossi salvo sorprese si rivedrà dopo la sosta.










