
Di Francesco, notando le difficoltà dell’argentino, ha preferito non mettergli fretta e continuerà a farlo perché al momento si naviga a vista. L’agente Simonian proprio ieri confidava a pagineromaniste.com che il suo assistito «sta molto meglio e tornerà in campo dopo la sosta», scongiurando pure l’ipotesi Cina a gennaio: «È impossibile», ma la realtà dice che Pastore solo con un miracolo potrà giocare a Udine. La Roma, comunque, lo aspetta. Le parole del fantasista di due giorni fa erano una chiara richiesta d’aiuto ai tifosi, uno «statemi vicino» venuto dal cuore che dà l’idea del periodo difficile che sta vivendo. Lo scorso 26 ottobre era stato Perotti a scrivere sui social il suo stato d’animo mentre affrontava, e tutt’ora lo fa, il quarto stop di questa stagione, una lesione al soleo: «Non mi arrenderò», prometteva. E adesso lui vede il traguardo: ieri ha lavorato in parte con il gruppo, mentre Karsdorp ha svolto l’intera seduta con i compagni e sta più avanti degli altri infortunati, perciò dovrebbe guadagnarsi un posto in panchina a Udine, obiettivo a cui punta anche l’ala argentina. De Rossi alterna giornate positive ad altre in cui deve ricorrere solo alle terapie perché il ginocchio torna a far male, nella sosta sarà gestito e valutato di volta in volta. Di Francesco ha bisogno di forze fresche, Luca Pellegrini è un’altra risorsa da recuperare ma non è ancora pronto per il campo, mentre il baby Calafiori, tornato domenica dagli Usa dopo l’operazione al ginocchio, ha portato sorriso e stampelle in panchina durante la partitella di ieri tra prima squadra e la «sua» Primavera. Un bel segnale.










