
I NODI – Il parere del Politecnico di Torino intanto è arrivato a Palazzo Senatorio. Contiene tutti i nodi irrisolti del dossier Tor di Valle. Criticità già evidenziate dalla conferenza dei servizi: il numero di corsie della Ostiense-via del Mare unificata, i lavori sui binari della Roma-Lido, che dovrebbe trasportare quasi metà dei tifosi fino allo stadio. Si prevede infatti un afflusso di circa 50 mila spettatori con i mezzi pubblici. Ma solo ieri, quando in occasione dello stop alle auto i mezzi pubblici erano stati potenziati, per il match Roma-Inter erano state stimate 70 mila persone e per non mandare la città in tilt si è proceduto a modificare apposta l’orario della circolazione dei mezzi nell’ordinanza della domenica ecologica. Il rischio di congestione del traffico c’è già, insomma. Tuttavia, le prescrizioni sulla mobilità a Tor di Valle rimangono il nodo più complicato da sciogliere: tra una versione e l’altra del progetto, infatti, sono state tagliate anche le opere pubbliche legate ai trasporti, come – su tutti – il ponte di Traiano. Mancano ancora, però, i risultati della due diligence chiesta dalla prima cittadina all’indomani dell’arresto di Luca Parnasi. Per la convenzione, e poi per la variante urbanistica, i tempi non sono ancora maturi: il passaggio in aula è previsto (salvo accelerazioni) in primavera. E la tenuta del gruppo pentastellato non è così scontata.









