A 33 anni, quando molti esterni offensivi vedono diminuire il proprio impatto, Stephan El Shaarawy ha vissuto con la Roma una stagione 2025/2026 particolare, fatta di sacrificio, professionalità e di un ruolo sempre più orientato al servizio della squadra. Non è stata l’annata dei grandi numeri, ma è stata probabilmente una delle più significative dal punto di vista umano e simbolico per uno dei giocatori più amati dal popolo giallorosso. Un veterano al servizio della squadra
Un veterano al servizio della squadra La stagione è iniziata con El Shaarawy ormai lontano dai riflettori che avevano accompagnato gli anni migliori della sua carriera. Con l’arrivo di nuovi interpreti offensivi e una Roma sempre più orientata verso un calcio intenso e dinamico, il Faraone ha accettato un ruolo da comprimario senza mai creare polemiche. In Serie A ha collezionato circa 20 presenze, molte delle quali da subentrato, segnando 1 gol e fornendo 2 assist. I minuti giocati sono stati poco più di 650, segno di un impiego gestito e calibrato in funzione delle esigenze della squadra. Anche in Europa ha dato il suo contributo, disputando 7 partite di Europa League e trovando una rete nella competizione.
Numeri modesti, impatto importante Le statistiche non raccontano completamente il valore della stagione di El Shaarawy. La sua importanza è emersa soprattutto nelle rotazioni, nelle partite bloccate e nei momenti in cui servivano esperienza e intelligenza tattica. La sua capacità di coprire entrambe le fasce, aiutare i terzini e interpretare più ruoli offensivi lo ha reso una risorsa preziosa. Anche quando non partiva titolare, entrava spesso con l’atteggiamento giusto, contribuendo a mantenere equilibrio e intensità. In una Roma che ha cercato continuità durante tutta la stagione, il suo profilo è stato quello del professionista affidabile: pochi titoli sui giornali, ma tanti minuti utili per la squadra.
L’amore per la Roma Uno degli aspetti più significativi della stagione è stato il rapporto tra El Shaarawy e il club. Già nel 2025 erano emerse notizie sul suo rinnovo a condizioni economiche ridotte pur di continuare a vestire la maglia giallorossa, un gesto che aveva rafforzato ulteriormente il legame con i tifosi. Nel corso dell’anno il Faraone è stato spesso indicato dai sostenitori come uno degli ultimi simboli di appartenenza alla causa romanista. Sui forum e nelle community dedicate alla Roma molti tifosi hanno sottolineato come il suo contributo andasse oltre le statistiche, definendolo un esempio di attaccamento alla maglia.
Il gol che ha emozionato l’Olimpico La fotografia della sua stagione è arrivata nell’ultima giornata di campionato. Contro il Verona, El Shaarawy ha trovato la rete che ha chiuso simbolicamente la sua annata e che molti tifosi hanno interpretato come un possibile saluto alla Roma. Quel gol, arrivato in una partita dal forte valore emotivo, ha generato una reazione enorme tra i sostenitori giallorossi. Molti hanno parlato di “finale perfetto”, ricordando come El Shaarawy abbia segnato sia all’esordio sia in una delle sue ultime apparizioni con la maglia romanista.
Un leader silenzioso Nel calcio moderno si tende spesso a misurare tutto attraverso gol e assist. El Shaarawy, invece, ha rappresentato qualcosa di diverso. È stato un leader silenzioso, uno dei giocatori più esperti dello spogliatoio e un punto di riferimento per i più giovani. La sua disponibilità ad accettare un minutaggio ridotto, il lavoro difensivo e la capacità di farsi trovare pronto nei momenti decisivi hanno contribuito alla stabilità della squadra durante tutta la stagione.
Bilancio finale La stagione 2025/2026 di Stephan El Shaarawy non verrà ricordata come la più brillante della sua carriera dal punto di vista realizzativo. Tuttavia, rappresenta perfettamente l’evoluzione del giocatore: da giovane talento esplosivo a veterano capace di mettere il collettivo davanti alle ambizioni personali. Con 1 gol e 2 assist in campionato, una rete europea e numerose apparizioni da uomo-spogliatoio, il Faraone ha dimostrato ancora una volta di essere molto più di una semplice riserva. Se davvero questa dovesse essere ricordata come una delle sue ultime stagioni in giallorosso, allora la Roma e i suoi tifosi potranno dire di aver salutato non solo un buon calciatore, ma uno dei romanisti più autentici dell’ultimo decennio.
FONTE: Redazione Tuttoasroma – Roberto Molinari











