
Lo spagnolo non ha cambiato idea su di lui, ma da uomo di calcio sa che urge una svolta. E la più immediata è sempre quella di un cambio alla guida tecnica. Lunedì il ds volerà a Boston da Pallotta con le idee più chiare: l’eventuale sostituto in panchina va scelto tra Paulo Sousa, Blanc, Lopetegui, Montella e poche altre opzioni a meno di una sorpresa.
A Trigoria c’è ancora la speranza di non arrivare alla rivoluzione, la priorità si chiama Roma-Genoa. In queste ore Di Francesco sta cercando di capire quali sono gli uomini più vicini a lui, quelli pronti a fare quel passo in più per dimostrare attaccamento alla Roma e al suo allenatore. La squadra non è mai stata contro di lui, ma non riesce più a recepire gli input del tecnico.
Col Genoa servirebbe una reazione d’orgoglio, ma anche tattica e emotiva. Una partita da giocare con l’anima per provare a mettere la testa fuori dalla crisi. De Rossi è tornato a lavorare con il gruppo, un bel segnale per Di Francesco: averlo anche solo tra i convocati e in panchina sarebbe d’aiuto per tutti. Olsen, Florenzi, Fazio, Manolas, Nzonzi, Cristante, Under: sono loro i giocatori su cui ha puntato nell’ultimo periodo.
E domani toccherà di nuovo a lavoro. In società Di Francesco può ancora contare su un amico vero: con Totti ha un legame sincero. In questo periodo nero lo storico capitano si è speso internamente per difendere la sua posizione e un’incidenza l’ha avuta. Altre persone vicine a Di Francesco sono Morgan De Sanctis e Ricky Massara. Gli alleati non mancano, ma non bastano. Ora servono i punti per provare a restare in corsa per la Champions.









