
Se non è una bocciatura, poco ci manca. Eusebio è determinato e nonostante si giochi tutto non arretra di un passo: «Sono abituato a non scappare, affronto le cose guardandole negli occhi. Sento la squadra vicino, a volte succede che non si riesca a trasmettere qualcosa. Proprio per questo, ora dovrò essere bravo a dare io qualcosa in più ai giocatori. Dovrà essere un nuovo inizio, una ripartenza. Io comunque non punto mai il dito contro qualcuno, mi limito a responsabilizzare». Tenendo sempre lo stesso tono di voce, inizia a togliersi qualche sassolino dalle scarpe: «Dopo mercoledì sono in discussione? Tutti lo siamo, io dalla partita col Milan (31 agosto, ndc)».
Poi, quando gli chiedono dell’assenza di Pallotta, è molto chiaro: «Il presidente distante? Questa società è stata strutturata in un certo modo e tirare fuori questa cosa adesso che le cose non vanno bene credo serva a poco. I miei riferimenti in società li ho, in primis c’è Monchi». In campo invece c’è De Rossi. E anche se questa sera sarà simbolica (non gioca da 49 giorni e ha nelle gambe appena tre allenamenti con il gruppo), confermata la presenza del capitano in panchina: «Al di là del suo possibile impiego è convocato, ha il desiderio di stare con la squadra e io ho il desiderio di averlo con noi».
ESAMI OK PER PELLEGRINI Non ce la fa invece Lorenzo Pellegrini che farà un tentativo per essere convocato contro la Juventus. Ieri il centrocampista ha svolto una risonanza a Villa Stuart che ha evidenziato come la lesione al flessore si è rimarginata. Domani torna a correre.










