
Fa effetto ripensare ai discorsi legati all’acquisto di questo diciannovenne, arrivato la scorsa estate per 4,5 milioni, all’interno dell’operazione che ha portato al trasferimento di Nainggolan all’Inter. Nicolò Zaniolo ha la leggerezza di chi sa giocare a pallone, dimostrando di essere un talento naturale, senza ansie o timori reverenziali, prendendosi una Roma alla ricerca disperata di leader. “Avevo chiesto due giocatori dell’Inter e, su tutti, proprio Zaniolo – rivela l’allenatore Eusebio Di Francesco – mi prendo il merito con la società di questa scelta, poi i giocatori vanno messi anche in campo e per me non esiste la carta d’identità. Adesso Nicolò Zaniolo è diventato una pedina importante ma deve continuare a lavorare con umiltà”. Il tecnico giallorosso salva la panchina e si gode la vittoria contro la sua ex squadra. “La migliore partita dell’anno, siamo sulla strada giusta e ho rivisto tante cose interessanti – sottolinea Di Francesco – i giocatori si sono messi in discussione con grande disponibilità. Io mi sento sempre in discussione, ma la società non mi ha mai fatto mancare il suo sostegno”. Felice Perotti, di nuovo in campo, di nuovo in gol (su rigore). “La palla pesava più di quella del derby. E’ brutto stare lontano dal campo per così tanto tempo – continua l’argentino – mi auguro sia finito questo periodo”. Finalmente convince Schick, che ritrova la rete e la fiducia dei tifosi.










